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La scuola che frequentò intitolata a Olmi

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MILANO – A tre anni dalla scomparsa di Ermanno Olmi, l’Istituto Comprensivo Maffucci di Milano è stato intitolato alla memoria del grande regista, che da ragazzo frequentò la scuola elementare di viale Bodio, nei cui sotterranei si può visitare il Rifugio 87. Qui lo stesso Olmi si rifugiò per sfuggire ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, come racconta nel suo romanzo ‘Ragazzo della Bovisa’. E si chiama ‘I ragazzi della Bovisa’ il progetto di cinema a scuola, fatto dai ragazzi per i ragazzi, che da un paio d’anni il regista Fabio Martina porta avanti nelle elementari e medie della zona.

Finanziato dal ministero dell’Istruzione e dalla Siae e realizzato da Circonvalla Film, in collaborazione con l’Università Milano-Bicocca, il progetto è diventato un festival, oggi alla sua prima edizione: il ‘Baloss festival – il cinema fatto dai ragazzi’. E sarebbero piaciuto a Olmi – garantisce il figlio Fabio – i 10 cortometraggi interamente scritti e interpretati dai bambini, anche loro alle prese con le difficoltà della pandemia, tanto che per girare alcuni lavori – appena terminato il lockdown dello scorso anno – la dirigente Laura Barbirato aveva riaperto la scuola solo per le riprese. “Il festival è nato per dare visibilità ai lavori fatti nei laboratori scolastici – racconta Martina – e soprattutto perché mancava un cinema fatto dai ragazzi per i ragazzi dove potessero raccontare le loro storie. Per questo, sull’esempio di quanto fatto da Kiarostami in Iran, mi piacerebbe aprire un centro di cinema per l’infanzia e l’adolescenza”. Magari in Bovisa, “quartiere multietnico dove infanzia e adolescenza stanno cambiando, insieme al modo dei più giovani di vedere la realtà: la multietnicità è sottotraccia in ogni storia e i ragazzi vogliono essere protagonisti delle loro storie”.

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Lo si potrà vedere l’8 maggio, con la proiezione in streaming dei 10 cortometraggi realizzati dai “Ragazzi della Bovisa”, che parlano il loro linguaggio, da ‘Guardami negli occhi’, che racconta i problemi di comunicazione tra adolescenti, a ‘Tre bravi ragazzi’, che affronta il tema della competizione, fino a ‘Tutta colpa del condizionale’ dove Cristina e Simone, mentre coniugano in classe il condizionale del verbo scappare, si fanno trasportare dal sogno di fuggire da scuola. Sempre i ragazzi hanno preparato un documentario su ‘Ermanno Olmi in Bovisa’. Un legame speciale, ricordato in uno dei film, dove i ragazzini trovano in uno scatolone una vecchia pellicola del regista, e ora dalla targa che porta il nome di Olmi. “Quando l’ho conosciuto – ricorda la dirigente scolastica Laura Barbirato – mi ha detto ‘chiamami con il mio nome, qui non ci sono maestri o dottori’: una lezione di umiltà che è la lezione dei grandi”. “Olmi – aggiunge il sindaco di Milano Giuseppe Sala – è stato con me soprattutto nella fase di Expo, mi ha dedicato un disegno che custodisco gelosamente. È stato una guida con il suo modo di essere profondo e deciso”.

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